Banche

La crisi immobiliare globale: Promotori cinesi cercano liquidità oltre confine

La Cina, da tempo uno dei motori trainanti del mercato immobiliare globale, sta affrontando una crisi senza precedenti che sta mandando onde d'urto oltre i confini nazionali. Molti promotori, stretti dai debiti e dalle pressioni finanziarie, stanno cercando disperatamente liquidità vendendo le proprie proprietà al di fuori del Paese. Questo fenomeno, alimentato dalla crisi immobiliare interna, sta innescando una catena di eventi che minacciano di destabilizzare il mercato mondiale.

L'aumento dei costi di finanziamento ha drammaticamente ridotto il valore degli immobili commerciali in Cina, stimati a 930 miliardi di euro, costringendo molti proprietari a svendere le loro proprietà con sconti fino al 60%. Questa tendenza, però, non è confinata solo alla Cina: investitori provenienti da Corea del Sud, Germania, e paesi nordici stanno abbandonando gli asset immobiliari a causa della crisi in atto.

Il 2023 ha segnato un livello record di vendite immobiliari commerciali a livello globale, poiché i proprietari si rifiutano di cedere le loro proprietà a prezzi fortemente scontati. Gli esperti prevedono che questa stagnazione nel mercato delle transazioni possa portare a perdite eccessive che metteranno sotto pressione le banche, che hanno investito massicci capitali nel settore immobiliare durante il periodo di tassi di interesse bassi.

Le misure restrittive adottate da Pechino, mirate soprattutto ai grandi promotori, hanno ulteriormente aggravato la situazione. In Europa, la Banca Centrale esprime preoccupazione sulle eventuali conseguenze per le banche regionali, mentre nel Regno Unito l'Autorità per la condotta finanziaria sta revisionando le valutazioni dei mercati privati, compreso quello immobiliare.

A complicare ulteriormente la situazione, c'è un flusso di attività straniere, acquisite nel corso di un decennio di espansione cinese, che stanno tornando sul mercato poiché i proprietari cercano liquidità per coprire i debiti. Le misure anti-debito adottate dalla Cina hanno colpito non solo i promotori, ma anche le grandi aziende, aumentando l'instabilità economica.

Il deterioramento del mercato potrebbe essere ancora più grave di quanto previsto. Le transazioni effettuate ora influenzeranno le valutazioni future degli immobili, potenzialmente causando ulteriori perdite e richiedendo agli sviluppatori di iniettare ulteriori capitali per evitare il default.

Sebbene al momento le vendite di proprietà cinesi al di fuori del Paese siano limitate, si prevede che aumenteranno significativamente nel prossimo futuro. Gli esempi recenti, come la vendita di un edificio per uffici a Londra con uno sconto del 15%, evidenziano la pressione sui promotori per liquidare rapidamente le loro attività.

La crisi immobiliare non riguarda solo la Cina, ma ha impatti globali. Paesi come l'Australia vedono i promotori cinesi trasformarsi da principali acquirenti a venditori, mentre Sud Corea, Germania, paesi nordici e gli Stati Uniti affrontano sfide simili legate alla crisi immobiliare.

In conclusione, la crisi immobiliare in Cina sta avendo un impatto significativo su scala mondiale, spingendo i promotori a cercare liquidità oltre confine e minacciando la stabilità del mercato immobiliare globale.

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