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Orbán minaccia una “marcia su Bruxelles” nel suo discorso per la festa nazionale ungherese

Nel corso del suo discorso tenuto in occasione della giornata nazionale ungherese del 15 marzo, Viktor Orbán ha sollevato una forte polemica contro l'Unione Europea, evocando addirittura una possibile "marcia su Bruxelles". Il presidente sovranista ungherese ha accusato l'UE di voler imporre all'Ungheria politiche sgradite, tra cui l'accoglienza dei migranti e la presunta "rieducazione" dei bambini all'accettazione dell'omosessualità.

Orbán, da tempo in disaccordo con le politiche europee riguardanti l'accoglienza e i diritti civili, ha utilizzato il discorso commemorativo per la sollevazione ungherese del 1848 contro l'impero asburgico per rafforzare la sua retorica nazionalista. Ha sottolineato il divario tra l'Ungheria e i Paesi occidentali, dipingendo questi ultimi come agenti di destabilizzazione che minacciano la sovranità e la cultura ungherese.

Secondo Orbán, l'Unione Europea, anziché rispettare le differenze culturali e nazionali, cerca di imporre una visione uniforme e omologata. Ha criticato aspramente le politiche europee sull'accoglienza dei migranti, definendo Bruxelles come un "nuovo impero" che minaccia la libertà e la sovranità dell'Ungheria.

Inoltre, ha lanciato accuse pesanti, sostenendo che l'UE stia conducendo l'Ungheria verso un conflitto con la Russia, un'affermazione che riflette le tensioni geopolitiche tra l'Occidente e il Cremlino. Orbán ha cercato di mobilitare il sostegno popolare anti-europeo in vista delle elezioni comunitarie imminenti, sottolineando l'importanza di preservare la sovranità nazionale contro l'ingerenza esterna.

Queste dichiarazioni provocatorie non sono passate inosservate, e l'UE ha risposto con fermezza. Il Parlamento europeo ha denunciato la Commissione alla Corte di Giustizia per aver utilizzato fondi pubblici per aggirare il veto di Orbán sugli aiuti a Kiev, mettendo in luce le tensioni interne tra l'Ungheria e le istituzioni europee.

La retorica bellicosa di Orbán e la sua minaccia di una "marcia su Bruxelles" rappresentano una sfida aperta al progetto europeo di integrazione e cooperazione. Mentre l'Ungheria si prepara ad affrontare le prossime elezioni europee, il futuro del rapporto tra Budapest e Bruxelles appare sempre più incerto, con possibili ripercussioni sull'intera Unione Europea.

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