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Pechino controattacca dopo le elezioni taiwanesi: Sfida geopolitica e diplomazia in gioco

Pechino ha reagito con fermezza dopo la vittoria di William Lai, candidato del Partito democratico progressista (Dpp), nelle elezioni presidenziali a Taiwan. Sabato scorso, il mondo ha assistito alle rapide congratulazioni inviate dagli Stati Uniti e dal Giappone a Lai, scatenando la protesta del governo cinese. Il ministro degli Esteri, Wang Yi, ha chiarito che Taiwan "fa ancora parte della 'Unica Cina'" e che il voto non cambierà la situazione. Questa reazione è emersa durante la visita di Wang al Cairo, indicando la determinazione di Pechino nel mantenere il controllo su Taiwan.

Nonostante la retorica decisa di Pechino, alcuni analisti ritengono che il contrattacco sia più una dimostrazione di forza verbale che una minaccia militare diretta. La mancanza di azioni muscolari dopo la vittoria di Lai ha portato molti a suggerire che la Cina, malgrado la sconfitta diplomatica, potrebbe sentirsi rassicurata dalla perdita della maggioranza assoluta del Dpp in parlamento. Una simile situazione era già accaduta durante l'ultimo governo di minoranza del Dpp, ma la Cina potrebbe ora esitare a ripetere strategie simili, considerando l'evoluzione della potenza militare cinese e la percezione di una minaccia più grave da parte della popolazione taiwanese.

La strategia di Xi Jinping per Taiwan sembra essere andata in frantumi, nonostante la pressione economica e militare esercitata dalla Cina. L'analista Derek Grossman della Rand Corporation sottolinea che la vittoria consecutiva del Dpp in tre elezioni presidenziali senza precedenti suggerisce che l'idea di appartenenza di Taiwan alla Cina è sempre più lontana.

Al di là delle dichiarazioni di Pechino, gli osservatori internazionali sottolineano la complessità della situazione geopolitica. Wen Ti-sung dell'Atlantic Council suggerisce che la Cina potrebbe optare per azioni militari o coercitive, oppure cercare una soluzione pacifica con Taiwan. La comunità internazionale osserva con attenzione, con gli Stati Uniti e il Giappone che inviano congratulazioni tempestive a Taiwan, rafforzando la posizione dell'isola nel contesto globale.

Intanto, una delegazione di ex funzionari statunitensi è giunta a Taipei per incontri post-elettorali "a titolo privato", trasmettendo le congratulazioni del popolo americano a Taiwan per il successo elettorale. Lai ha ringraziato il segretario di Stato Antony Blinken, sottolineando l'impegno comune per promuovere democrazia, pace e prosperità nell'Indo-Pacifico. La sfida geopolitica e la diplomazia sono dunque al centro di un palcoscenico internazionale in rapida evoluzione, con le mosse future di Pechino che terranno il mondo in sospeso.

SCPoliticaInternazionale

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