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Prezzi gas in Europa: Ritorno al passato

Il prezzo del gas in Europa ha finalmente raggiunto una tregua, tornando ai livelli pre-crisi e scendendo sotto i 23 euro per Megawattora. Questo avvenimento coincidente si verifica due anni esatti dall'inizio della guerra in Ucraina. Un evento di valore simbolico significativo, sebbene rimanga una coincidenza.

Tuttavia, è importante notare che il ritorno del gas ai livelli pre-crisi non significa necessariamente il raggiungimento dei minimi degli ultimi due anni. Il combustibile non scambiava a questi livelli al Ttf, l'hub olandese di riferimento per il Vecchio Continente, da maggio 2021, quasi tre anni fa. Le tensioni sul mercato del gas erano già emerse prima dell'invasione dell'Ucraina, con preoccupazioni sul livello delle scorte e le restrizioni da parte di Gazprom.

Il picco dei prezzi del gas si è verificato durante l'estate del 2022, quando hanno superato i 340 euro per Megawattora. Questo incremento vertiginoso è stato alimentato dalle azioni dei governi europei che, preoccupati per le scorte, hanno avviato una corsa agli acquisti. Questo ha comportato costi significativi, con la Germania e l'Italia, ex principali clienti di Gazprom, che hanno registrato pesanti minusvalenze a causa di queste operazioni.

Nonostante l'impatto economico negativo, l'Europa non è mai rimasta al buio o al freddo. Le forniture di gas sono state considerate abbondanti, e le scorte sono rimaste a livelli record, raggiungendo il 65% della capacità totale dell'UE. Inoltre, il clima insolitamente mite ha contribuito a ridurre i consumi di gas, che sono diminuiti in modo significativo rispetto al 2021.

La crisi del gas ha tuttavia accelerato l'adozione delle energie rinnovabili e ha spinto l'Europa a ridisegnare le rotte di approvvigionamento, aumentando la dipendenza dal gas naturale liquefatto (GNL), anche se più costoso e meno sicuro rispetto al gas via tubo.

Nel corso di due anni, l'UE è riuscita a ridurre drasticamente la sua dipendenza da Gazprom, passando dal 40% al 15% delle forniture. L'obiettivo di azzerare completamente gli acquisti entro il 2027 sembra ora realizzabile.

Guardando al futuro, nonostante il ritorno ai livelli pre-crisi, è necessaria cautela. La volatilità dei prezzi potrebbe ancora rappresentare una minaccia fino all'entrata in funzione di nuovi impianti di GNL nel 2025, quando si prevede un miglioramento dell'equilibrio tra domanda e offerta.

In conclusione, mentre l'Europa respira dopo mesi di tensioni sui prezzi del gas, rimane consapevole dei rischi futuri e dell'importanza di continuare a investire nelle energie rinnovabili e nella diversificazione delle fonti energetiche.

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