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Protesta dei giornalisti contro l’emendamento alla legge europea: Giorgia Meloni difende la normativa

Il mondo giornalistico italiano è scosso dalla recente approvazione di un emendamento alla legge di delegazione europea, attualmente in discussione al Senato per la seconda lettura. Questo emendamento, che vieta la pubblicazione "integrale o per estratto" delle ordinanze di custodia cautelare, ha suscitato una forte reazione durante la conferenza stampa di fine anno della premier Giorgia Meloni. La protesta dei giornalisti ha sollevato preoccupazioni sulla libertà di informazione, mentre la premier difende la normativa come un equilibrio tra il diritto di informare e il diritto alla difesa dei cittadini.

Durante la conferenza stampa annuale, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha sottolineato il rifiuto della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) di partecipare all'evento in segno di protesta contro l'emendamento. Bartoli ha lanciato l'allarme sull'effetto potenziale che questa normativa potrebbe avere sull'informazione in materia giudiziaria, definendo la situazione come un rischio di far calare il sipario sull'informazione libera.

Carlo Bartoli ha anche sollevato la questione della riforma della diffamazione attualmente in discussione al Senato. Egli ha chiesto di ripensare a fondo la proposta, sottolineando che potrebbe compromettere il diritto dei cittadini a un'informazione libera senza disincentivare in modo significativo le liti temerarie. La premier Meloni, tuttavia, ha difeso la riforma come un mezzo per bilanciare il diritto di informare con il diritto alla difesa.

Giorgia Meloni ha ribadito che l'emendamento incriminato è di iniziativa parlamentare e ha negato che si tratti di un tentativo di mettere un bavaglio alla stampa. Ha espresso la sua opinione favorevole sulla norma, considerandola un atto di equilibrio tra il diritto di informare e il diritto alla difesa del cittadino. La premier ha sottolineato che le proteste dovrebbero avvenire davanti al Parlamento e non sotto Palazzo Chigi.

Alessandra Costante, segretaria della Fnsi, ha ribattuto sottolineando che la protesta è diretta contro un provvedimento di iniziativa parlamentare, ma ha anche evidenziato che il provvedimento ha ricevuto un'adesione trasversale e il voto della maggioranza che sostiene la presidente Meloni. La Fnsi ha annunciato la continuazione della mobilitazione con iniziative di piazza e assemblee nelle redazioni.

La situazione attuale vede giornalisti e governo in profondo disaccordo sulla recente normativa che limita la pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare. Mentre la premier Meloni difende la legge come un bilanciamento necessario, la Fnsi e i giornalisti affermano che questa rappresenta una minaccia alla libertà di informazione. La questione, attualmente oggetto di aspre discussioni, potrebbe avere conseguenze significative sul modo in cui i media svolgono il loro ruolo nella società italiana.

SCPoliticaItaliana

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