Banche

Ridurre la domanda di materie prime per salvare il pianeta: Il rapporto Onu svela le soluzioni

Dal 1970 a oggi, l'estrazione di materie prime è cresciuta in modo esponenziale, registrando un aumento del 400%. Tuttavia, nonostante le politiche in vigore e l'impulso dell'economia circolare, i consumi di materie prime sono destinati a crescere ulteriormente del 60% nei prossimi 35 anni. Questa prospettiva presenta una sfida significativa per il pianeta, e il modo migliore per affrontarla potrebbe essere attraverso una riduzione della domanda. Un recente rapporto dell'Onu, intitolato Global Resource Outlook, sottolinea l'urgenza di cambiare le nostre abitudini di consumo per garantire la sostenibilità a lungo termine del nostro pianeta.

Il rapporto, che sarà presentato a febbraio, evidenzia l'allarmante proiezione che prevede un ulteriore aumento del 60% nei consumi globali di materie prime nei prossimi 35 anni. Questo dopo che l'industrializzazione, l'urbanizzazione e la crescita demografica hanno già quadruplicato il consumo nelle ultime cinque decadi. I ritmi attuali sono insostenibili per l'ambiente, e la mera modifica delle pratiche produttive non sarà sufficiente. La chiave, secondo il rapporto, è ridurre la domanda stessa di materie prime.

Un aspetto critico evidenziato nel rapporto è il ruolo delle tecnologie di transizione. Ad esempio, l'adozione della mobilità elettrica è fondamentale per la decarbonizzazione dei trasporti, ma comporta un aumento significativo - fino a 10 volte - nel consumo di materie prime critiche rispetto ai veicoli endotermici. Il dilemma sottolinea la necessità di trovare soluzioni che non comportino uno scambio di un problema con un altro.

Il rapporto Onu suggerisce una serie di opzioni per affrontare questo problema senza compromettere gli sforzi per raggiungere gli obiettivi climatici. Ad esempio, nel settore della mobilità elettrica, l'accento dovrebbe essere posto su soluzioni alternative e complementari, come il lavoro da remoto, servizi locali più efficienti, trasporti a basse emissioni, mobilità su rotaia e l'uso della bicicletta.

Questa stessa logica può essere applicata ad altri settori considerati nel rapporto. Nell'affrontare la crisi abitativa in Europa, anziché costruire nuovi edifici, il focus dovrebbe essere sulla riqualificazione degli spazi esistenti e sull'utilizzo efficiente delle abitazioni vuote. Seguendo queste indicazioni in modo sistematico, il rapporto sostiene che si potrebbero ridurre le emissioni di gas serra di oltre l'80% entro il 2060 rispetto ai livelli attuali, contribuendo contemporaneamente a ridurre le disuguaglianze socio-economiche.

Attualmente, il consumo di materie prime è responsabile del 60% degli impatti del riscaldamento globale, del 40% dell'inquinamento atmosferico e del 90% dello stress idrico e della perdita di biodiversità. Pertanto, agire sulla domanda di materie prime diventa una priorità cruciale per mitigare questi impatti e garantire un futuro sostenibile per il nostro pianeta.

SCRilievoMateriePrime

PUBBLICITÁ

Puoi seguirci anche sulle nostre piattaforme social

Altri articoli