Banche

Riforma del settore audiovisivo italiano: Semplificazione e potenziamento

Il panorama dell'industria audiovisiva italiana si prepara a subire significative trasformazioni con l'introduzione di un nuovo Decreto Legislativo riguardante il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi (Tusmav). Approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, il decreto porta con sé una serie di novità normative mirate a semplificare il sistema delle quote di programmazione e di investimento nelle opere europee e italiane di espressione originale.

Uno dei punti chiave della riforma è l'eliminazione della possibilità di introdurre ulteriori sotto-quote di programmazione e di investimento rispetto a quelle già stabilite dal Tusmav, oltre all'incremento della percentuale minima prevista per le opere di espressione originale italiana. Questo si traduce in una riduzione della quota degli investimenti in opere europee dal 20% al 16%, mentre la quota delle opere italiane di espressione originale viene innalzata dal 50% al 70%.

Inoltre, il decreto introduce nuovi parametri per gli obblighi di investimento nelle opere cinematografiche italiane. Le televisioni lineari dovranno destinare il 3% del loro fatturato a questo scopo, mentre lo stesso obbligo si applicherà ai servizi a domanda.

Un altro aspetto significativo della riforma riguarda il ruolo centrale dell'alfabetizzazione mediatica. Il Ministero dell'Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale (Mimit), in collaborazione con l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) e altri enti, sarà responsabile della promozione dell'educazione all'utilizzo dei sistemi digitali. Inoltre, viene istituita una nuova Commissione consultiva media e minori, con il compito di promuovere e ricercare sui temi dell'alfabetizzazione mediatica e della tutela dei minori.

Il decreto estende anche il divieto di diffusione di contenuti nocivi e illegali, includendo i fornitori di piattaforme di condivisione di contenuti audio e video, al fine di garantire una maggiore protezione agli utenti.

Infine, per promuovere il passaggio dall'analogico al digitale delle radio, il decreto prevede un esonero dal pagamento degli oneri per i primi cinque anni di attività per i soggetti autorizzati alla fornitura di reti di radiodiffusione sonora in tecnica digitale.

In conclusione, il nuovo Decreto Legislativo rappresenta un importante passo avanti nella modernizzazione e nello sviluppo dell'industria audiovisiva italiana, puntando alla valorizzazione delle produzioni nazionali e alla protezione degli utenti attraverso un'adeguata alfabetizzazione mediatica e il controllo dei contenuti trasmessi.

SCPoliticaItaliana, SCRilievoPolitica

PUBBLICITÁ

Puoi seguirci anche sulle nostre piattaforme social

Altri articoli