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Saldi invernali 2024: Partenza debole e campanello d’allarme per il settore moda

I saldi invernali del 2024 hanno avuto una partenza debole, con le vendite scontate che hanno registrato un calo dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I dati, forniti dalla Federazione Moda Italia (Confcommercio), indicano che il 55% delle imprese associate ha segnalato una diminuzione delle vendite, mentre solo il 21% ha registrato un aumento rispetto al 2023. Il maltempo e le continue campagne di sconti lungo tutto l'anno sono individuati come fattori chiave che hanno influenzato negativamente l'avvio dei saldi.

Fattori influenzanti e criticità: Il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, ha sottolineato che il maltempo ha contribuito a una partenza poco brillante dei saldi, ma si è mostrato fiducioso che con il miglioramento delle condizioni climatiche, le aspettative possano essere confermate con un aumento dei clienti. Tuttavia, ha anche evidenziato la necessità di regolamentare seriamente le continue campagne di sconti "selvaggi" lungo tutto l'anno.

Le stime della Confimprese confermano il trend negativo, con il 70% delle aziende che ha riportato un calo delle vendite nel primo fine settimana di saldi. L'abbigliamento e gli accessori hanno registrato una diminuzione del 8,3%, confermando le previsioni pre-saldi, mentre altri settori hanno registrato una flessione del 3,3%. Anche lo scontrino medio ha risentito della situazione, con il 50% delle insegne in linea con il 2023, il 25% in crescita e il 20% in calo.

Reazioni dal territorio: A livello locale, il presidente di FederModa Milano, Andrea Colzani, ha parlato di una falsa partenza dei saldi nella città lombarda. La propensione all'acquisto è stata fredda, con una spesa media di 110 euro per acquisti scontati del 30%. In Alto Adige, i negozianti hanno segnalato un calo del fatturato tra il 5 e il 7%, attribuendolo a una partenza ritardata che ha impedito di catturare le vendite dei turisti durante il weekend dell'Epifania.

Le prospettive per il 2024: Nonostante la partenza deludente, le speranze si concentrano sulle prossime settimane. L'attenzione è rivolta al possibile impulso positivo che i saldi potrebbero dare ai consumi per alcuni settori merceologici non alimentari nel corso del 2024. Tuttavia, i commenti di esponenti del settore, come il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, evidenziano la necessità di misure di lungo periodo a sostegno dei consumi e maggiore attenzione al sistema delle imprese per garantire la tenuta delle filiere del Made in Italy e l'equilibrio economico del Paese.

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