Banche

Sistema Sanitario Italiano: Un appello per una riforma urgente

L'Italia si trova di fronte a una crisi sanitaria imminente, evidenziata dalla carenza di medici e infermieri, con una forza lavoro che invecchia rapidamente. Questo problema, aggravato dall'assenza di una programmazione efficace, ha portato a uno squilibrio totale tra le regioni settentrionali e meridionali, con gravi conseguenze per la qualità dell'assistenza sanitaria.

Il dramma ha radici profonde nel mancato impegno politico a partire dal 2006, anno dell'ultimo Piano Sanitario Nazionale. La programmazione è stata messa da parte, lasciando il campo a una frammentazione e competizione tra 21 sistemi sanitari regionali, la maggior parte dei quali orientati a catturare importazioni regionali di pazienti anziché a migliorare le offerte di servizi sanitari.

Il risultato è uno squilibrio significativo, con alcune regioni del nord che prosperano nella mobilità attiva, mentre altre, principalmente nel Mezzogiorno, si trovano a gestire migrazioni miliardarie e bilanci deficitari. La contrapposizione tra le regioni, basata sulla specializzazione a catturare fondi o distribuirli, ha frammentato il paese e lasciato la popolazione di medici e infermieri anziani a gestire una situazione difficile.

La crisi si riflette anche nella medicina convenzionata, con una percentuale elevata di medici di famiglia costretti a chiudere i battenti, abbandonando una clientela spesso indifesa che si rivolge sempre più ai pronto soccorso.

È urgente trovare una soluzione a questa crisi sanitaria, e ciò richiede azioni immediate. È essenziale che la politica si impegni in una programmazione annuale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), prendendo in considerazione le esigenze epidemiologiche e del personale. Nel frattempo, una proposta semi-strutturale potrebbe essere l'arresto dei pensionamenti e il prolungamento dell'età lavorativa fino a 75 anni, tenendo conto dell'attività lavorativa prolungata degli attuali settantacinquenni.

Questa proposta è in linea con la realtà quotidiana, dove la richiesta di assistenza privata è rivolta principalmente a medici che hanno operato nel SSN e oggi lavorano nel settore privato. Ignorare questa necessità potrebbe minacciare il funzionamento dell'assistenza sociosanitaria e l'esistenza stessa del sistema salute pubblico.

Inoltre, è fondamentale affrontare la concorrenza sleale, sia a livello nazionale che internazionale, senza dimenticare di riconoscere il contributo di professionisti provenienti da paesi extra-UE, spesso latinoamericani.

Per realizzare un sistema sanitario sostenibile, è necessario vietare ai convenzionati e ai dipendenti part-time del SSN di fornire prestazioni attraverso cooperative anonime, eliminando così il rischio di caporalato professionale.

In conclusione, l'Italia deve affrontare la crisi sanitaria con un approccio strategico, includendo una programmazione efficace, l'incentivazione di una forza lavoro più giovane e l'eliminazione di pratiche non etiche nel settore. Solo attraverso un impegno immediato e concertato, il paese potrà garantire un futuro sicuro e sostenibile per il suo sistema sanitario.

SCRilievoSalute, SCSanita

PUBBLICITÁ

Puoi seguirci anche sulle nostre piattaforme social

Altri articoli